Il Nipote

Il Nipote
Il suo Barsport

domenica 3 novembre 2013

Maledetta mi sono innamorato di te.

"Và li che roba, guarda questo, guarda quello....".

Eh si, diciamola tutta, almeno qui al Barsport, gli cercavo qualche difetto.
Guarda qui, guarda li, guarda questo e guarda pure quello.
Manno dai, và li che roba.
E quella cosa li?
No no dai, niente.

Ecco, è così che è cominciato tutto.
Vista si, ammaliato no.
Mica come quell'altra, che appena la vidi andai fuori di testa.
No, con lei no.
Che poi, oltre a stare a guardare "quelle robe li che vedi solo tu", c'era anche il fattore "come fai per".
Si perché insomma, c'era lei, l'altra.
Non so se mi spiego.

Mica puoi prendere su tutto come a scopa con l'asso di bastoni.

E poi dai, come fai, dove li trovi?
Mica entri e dici "mi dia quella".
Eh si, ciao, fosse così semplice saremmo tutti "sultani de Dubai".

Poi la vita che fà?
Ti spara in un loop tremendo, una giravolta da "chi-cazzo-se-lo-aspettava" per passare poi ad un "chi-cazzo-l'avrebbe-mai-detto".

Bon, detto - fatto.
Ti ritrovi li, con lei.

Eccoci e adesso?
Insomma và che roba.
No dai dico, ti sembra che tu possa andare in giro così?
Macché, tè sei fuori.
Lascia stare và là.

Cazz, vedi, dovevi dar retta alla ragione.
Incasinato ancora.
Pirla.

Ecco si, pirla.
Ti dai del pirla.
Con lei, per lei, contro di lei.

Ti dai del pirla perché lo sapevi, lo immaginavi, te lo dicevi e non ti sbagliavi.

Ecco cos'hai.
Una faccia così, uno sguardo lungo e perso nel vuoto.
A che pensi?
Niente.
Balle, stronzate.
L'hai capito.

Non puoi andare avanti così.

Tu.
Lei.
Voi.

No dico, ti dici, ma sei scemo?
Una cosa sola da fare.
La sai.
Lo sai.

E allora dai, fallo?
Eh già, ma come?
Come fai?

Dopo tre giorni così, spettacolo.
Sole e goduria.
Piacere e pace.

Tutto bello.
Tutto magico.

Ti dai del pirla perché lo sapevi, lo immaginavi, te lo dicevi e non ti sbagliavi.

Difficile.
Una fatica fottuta.

E pensare che all'inizio pensavi "và li che roba, guarda questo, guarda quello....".

Maledetta mi sono innamorato di te.


Il Nipote

Nota:
Ogni riferimento a fatti e persone realmente accaduti è GIUSTAMENTE VOLUTO.


mercoledì 23 ottobre 2013

Piccolo per sempre

La scorsa settimana, più qualche giorno, ho incontrato il mio passato.
Dopo diversi, molti, anni, ho pranzato con quello che, per diverso tempo, ho pensato potesse essere il mio futuro.
Un pranzo molto tranquillo, dai toni distesi.
Dai sorrisi sinceri, forse affievoliti dal tempo ma finalmente onesti e senza rancore.
Un pranzo del quale avevo bisogno.

Mi serviva come l'aria.

Dovevo avere delle risposte a domande mai espresse.
E le ho avute.
Finalmente.
Quelle che cercavo, che per anni ho sperato di trovare.

Quelle risposte che ti fanno venire via col volto sereno.

Col sorriso a metà, ovviamente, per essere l'incompiuto, ma anche perché, in fondo, è quello che vuoi.
Che volevo.

Che sono.

A distanza di giorni da quell'incontro, la gara di Philip Island.
Campionato mondiale di MotoGP.
Rossi, Valentino, finisce sul podio, terzo.
Il giorno dopo, sulla Gazzetta dello sport, spunta una foto di quel podio.
Due ragazzini, dei giorni moderni e lui.
Guardate il suo volto.
Anni di corse, anni di vittorie, anni bui.
Un terzo posto fortunato eppure, guardate che faccia.

Nel vedere quella foto, ripenso a quelle parole.
Trovate nella mail, scritta dal mio passato, qualche giorno dopo il pranzo.
Parole che recitavano, testualmente:

...Quando ti ho visto, l'altro giorno, ho capito tu pensi ancora alle tue fantastiche moto, a divertirti, e di avere una storia seria, mi sa' che non ne hai voglia [....]

Ed allora sorridi.
Resti li, seduto, al tavolo di un bar, con un cafè davanti e la musica nelle orecchie.

Che dire, è proprio vero, alcuni di noi non cresceranno mai.
Io?
Sono uno di loro.

Piccolo per sempre.


Rossi, terzo, è il più felice.



Piccoli per sempre.

Il Nipote


giovedì 31 gennaio 2013

Ricominciamo!

Intenso.
Ecco il primo e forse unico vero aggettivo per definire questo anno.
12 mesi.
52 settimane.
365 giorni.
Intenso, intensi.
Vivi, ricchi, inaspettati, mai scontati.
Nuovi.
Ma contati.
La situazione non poteva reggere.
Non doveva reggere.
E allora arriva lui, Mr. Destino.
Oggi, data palindroma totale.
31-1-13
Vedila come vuoi, lo dicono i numeri, si cambia.
L'anno passato sono felice di averlo vissuto.
Mi lascia dentro di tutto, tanto.
A tratti anche troppo.
Ma andava vissuto.
Dai trenta verso i trentuno con passione.
Viva e viscerale.
Ora si chiude un capito.
Lungo, molto.
Chi mi guarda si chiede se io non sia giù, a terra.
Knock out insomma.
No ragazzi, non è la fine.
Si chiude un capitolo, vero.
Ma si gira pagina.
Se ne apre un altro.

E allora....ragazzi diamoci sotto.
Ricominciamo!


Dedicato a coloro che han perso tutto..ma sono pronti a tornare più forti di prima.



Il Nipote


venerdì 7 dicembre 2012

Fuori nevica.

A casa, malato.
Nulla di grave chiaro, uno di quei malanni di stagione, che però ti obbliga a stare in casa.

Ovvio che dopo qualche giorno di soloriposo inizi a guardarti attorno
A cercare cosa fare per passare la lunga giornata che solitamente passi al lavoro.
Capita allora che ne approfitti per fare quelle cose lì che altrimenti rimandi sempre.
Vai a fare ordine.
Un ordine però particolare.
Vai a ficcare il naso li, nei ricordi.
Quelli che ormai chissàdovesono.

E invece, a furia di ravanare, metter sottosopra, eccoli li.

Alcuni tornano da dove sono venuti.
Restano e resteranno li, in quel cassetto.
Perché è giusto così.

Il passato ha fatto il suo tempo.

Altri invece meritano una spolverata,
Un colpo di spugna.
Perché ti fanno sorridere.
Ti scaldano dentro.

E intanto....fuori nevica.


La 996 di Davide a cui dedico questo post

Il Nipote

domenica 11 novembre 2012

Voglio darlo io.

Non ricordo l'età.
Ero piccolo, questo si, ma l'età precisa non la ricordo.
Guardando l'anno in cui fu' scritta potrei, forse, risalirci.
Ma non è questo il fuoco della discussione.
Ricordo però di averla sentita.
E di essermene innamorato.

Subito.

Bocca di Rosa di Fabrizio de Andrè (Bocca di Rosa).
Un capolavoro della musica italiana, della poesia Italiana.

Imparata a memoria qualche anno più tardi.

Ma questo che c'entra?
Beh perché così è stato con lei.
Qui ricordo sia l'anno, ero il lontano 2006, sia la mia età (che a voi non frega).

La vidi, giusto in questo periodo. 
Novembre, al salone.
La presentarono così, inaspettata, 
Lei era anticonvenzionale, per il loro stile.

Incazzata.

O come direbbero i miei nuovi amici, con quel suo stile prép.
L'accento è obbligato essendo il diminutivo di prepotente.

Insomma, la vidi, ferma sulla sua pedana.
Nel suo colore, di serie.
Così ovvio, 
Così scontato
Perfetto.
Rosso.
Rossa.
La volevo.

Ma no, non potevo.

C'era lei, a quel tempo, Glicerina.
L'amore, nero, nera.
Ignoranza pura, svergognata, quasi volgare.
Era amore il nostro, passionale e dannato.

Quanto amore e quanto dolore.
Eccessivi, sia l'uno che l'altro.
E poi, io volevo.

Volevo anche lei.

Sono passati anni da quel giorno.
Torni così, in quei posti che porterai sempre con te, nel cuore.
Ti fermi ed entri.
Passi a salutare insomma.
E come con una cara amica, la rivedi.
Uno sguardo basta.
L'occhiata più che furtiva.
Glicerina aveva preso ormai una strada diversa, ora c'era Arianna.
Un nuovo amore.
Amore però non così passionale.
Lei, Arianna, arrivati a questo punto, avrebbe capito.
Doveva capire.
Perché oggi, quest'anno, questa volta, non mi sarei tirato indietro.

Io che dispenso consigli.
Io che invito alla prudenza e alla sobrietà.
Io che cerco di mantenere il controllo.
Sempre.
Io, che invito quasi al non vivere, la volevo.

E allora ecco che tornano alla mente le parole di quella canzone, sentita a chissà quale età.

Si sà che la gente dà buoni consigli sentendosi come Gesù nel tempio.
Si sà che la gente dà buoni consigli se non può più dare il cattivo esempio.

E quest'anno il cattivo esempio....voglio darlo io.


Il Nipote